Ha collaborato con autori visionari per film di straordinarie ambizioni figurative, come ''Delicatessen'' (1991) e ''La città perduta'' (1995) di Jean-Pierre Jeunet e Marc Caro, e ''Seven'' (1995) di David Fincher, riuscendo a spingere «le frontiere del visibile filmico al di là degli standard dell'imitazione naturalistica della realtà, sfruttando al meglio le sinergie tra scenografia, costume, make-up e architetture della luce, in una chiave postmoderna che all'occasione ha saputo attingere all'immaginario dell'arte contemporanea e del fumetto». I maggiori riconoscimenti, compresa la candidatura all'Oscar, gli sono arrivati per il lavoro nel musical ''Evita'' (1996).
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