Lunedì o martedì : tutti i racconti /

Per la prima volta, tradotta da un solo autore, la raccolta completa dei racconti di Virginia Woolf. Scritte fra il 1906 e i primi del 41, a poche settimane dal suicidio dell'autrice, queste pagine testimoniano l'inesorabile messa a fuoco di uno dei maggiori talenti letterari del XX secolo. "Una ser...

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Bibliografiske detaljer
Hovedforfatter: Woolf, Virginia (Author)
Andre forfattere: Fortunato, Mario, (1958- )
Format: Bog
Sprog:italiensk
Udgivet: Milano : Bompiani, 2017
Serier:Narratori stranieri
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MARC

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245 1 0 |a Lunedì o martedì :  |b tutti i racconti /  |c Virginia Woolf ; traduzione e cura di Mario Fortunato. 
260 |a Milano :  |b Bompiani,  |c 2017 
300 |a 396 p. ;  |c 21 cm 
520 |a Per la prima volta, tradotta da un solo autore, la raccolta completa dei racconti di Virginia Woolf. Scritte fra il 1906 e i primi del 41, a poche settimane dal suicidio dell'autrice, queste pagine testimoniano l'inesorabile messa a fuoco di uno dei maggiori talenti letterari del XX secolo. "Una sera di molti anni fa Heiner Miiller, un drammaturgo tedesco che non avrebbe potuto essere più lontano dalla scrittura e direi dall'ispirazione di Virginia Woolf, mi disse che per lui lavorare con le parole voleva dire scendere in cantina per dissotterrare i propri morti: e non una ma infinite volte, ogni giorno, senza sosta e inevitabilmente - per tutto il tempo che la stesura di un testo richiedeva. [...] Non c'è una pagina, in queste quarantacinque storie lungo le quali si sperimentano e bruciano esperienze narrative diverse, talvolta incredibilmente diverse fra loro, e durante le quali la Woolf cerca, trova, decostruisce e ricostruisce instancabilmente la propria voce, attraversando i registri del realismo e della sua dissoluzione, del flusso di coscienza e della favola, del comico e del tragico, non c'è una pagina, dicevo, in cui Virginia Woolf non scenda nella cantina di cui sopra. E la sua discesa quotidiana, anno dopo anno, per oltre un trentennio, è tanto più stupefacente, coraggiosa e piena di generosità perché la cantina in cui lei approda non solo è molto più vasta del suo stesso io ma è invasa dall'acqua, allagata, sommersa, e i corpi dei suoi morti non possono essere dissotterrati per il semplice motivo che non giacciono da nessuna parte, ma vagano inquieti e irriconoscibili nella corrente." Dall'introduzione di Mario Fortunato 
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